CAPITOLO II

 

Azioni delle Direzioni Generali e

degli Uffici Centrali

 

 

 

- Direzione Generale Istruzione Elementare

- Direzione Generale Istruzione di I grado

- Direzione Generale Istruzione Classica, Scientifica e Magistrale

- Direzione Generale Istruzione Tecnica

- Direzione Generale Istruzione Professionale

- Direzione Generale Scambi Culturali

- Ispettorato per l’Istruzione Artistica

- Servizio per la Scuola Materna

 

 

 

 

 

DIREZIONE GENERALE DELLA SCUOLA ELEMENTARE

Progetto Lingua 2000

 

Premessa

 

Il progetto sperimentale di lingue straniere per la scuola elementare è una parte costitutiva del progetto LINGUE 2000, di cui assume le linee generali. Il progetto promuove la diffusione della conoscenza delle lingue comunitarie nella scuola elementare, secondo le indicazioni proposte in ambito europeo. Integra le iniziative intraprese in attuazione della riforma della scuola elementare ed è, al tempo stesso, un’opportunità per avviare esperienze innovative sul versante didattico metodologico, organizzativo. Adegua il progetto LINGUE 2000 all’età degli alunni e alla specifica cultura della scuola elementare.

 

Con il progetto sperimentale la scuola elementare partecipa alla costruzione di una "cittadinanza europea" per gli alunni, identificando una sua funzione specifica nel fornire i fondamenti dell’apprendimento di una lingua comunitaria, nel favorire lo sviluppo cognitivo, metalinguistico e la formazione interculturale.

 

Gli interventi prefigurati mirano a completare il processo di diffusione delle lingue straniere; intendono sostenere e rinforzare gli itinerari di miglioramento dei livelli di competenza comunicativa degli alunni, in un percorso formativo unitario, collegandoli ad un sistema di riconoscimento internazionale.

 

Le linee dell’innovazione

 

Per la scuola elementare si identificano tre assi di innovazione tra loro collegati.:

 

 

Le nuove tecnologie hanno introdotto efficaci prospettive per l’insegnamento delle lingue, in quanto motivano l’apprendimento, consentono di sviluppare un contatto interattivo diretto con la lingua viva, agevolano la partecipazione a reti comunicative e a progetti internazionali, sviluppano familiarità con gli ambienti tecnologici.

 

La valutazione consente una verifica continua dei processi educativi, rende espliciti i risultati, facilita il collegamento con il "Quadro comune europeo" e con gli altri segmenti dell’istruzione. La valutazione, con finalità anche motivazionali, è uno strumento funzionale a riconoscere le differenze individuali. L’attuazione di processi valutativi, coniugata alla flessibilità organizzativa, favorisce approcci metodologici e didattici diversificati.

 

La flessibilità organizzativa trova una sua realizzazione nella predisposizione di percorsi modulari di apprendimento, anche per gruppi di alunni di classi diverse; è finalizzata alla costruzione di percorsi educativi che, fermo restando il raggiungimento di standard di base comuni, siano rispettosi della diversità dei tempi e delle modalità di apprendimento di ciascun allievo.

 

Indicazioni organizzative

 

Le linee innovative espresse si sviluppano in contesti diversificati ed entrano in gioco in una pluralità di azioni:

 

 

Per la realizzazione concreta delle iniziative, il progetto sperimentale di lingua straniera impegnerà le capacità operative delle singole unità scolastiche che sono chiamate a contestualizzare le scelte sulla base di un’attenta valutazione dei bisogni e del migliore utilizzo delle risorse esistenti.

 

DIREZIONE GENERALE

ISTRUZIONE SECONDARIA DI I° GRADO

 

Progetto Lingua 2000

 

 

 

Premessa

 

La Direzione Generale Istruzione Secondaria di 1° grado, in ottemperanza alle disposizioni della L. 440/97 e della direttiva ministeriale attuativa, ha avviato nel corrente anno oltre 6700 corsi –100 mila allievi circa – per l’insegnamento extra curricolare e facoltativo della seconda lingua comunitaria, con caratteristiche che prefigurano le linee dell’attuale progetto che coinvolge tutti gli ordini e gradi di scuola:

 

Azione A: Prosecuzione dei corsi di seconda lingua comunitaria attivati nell’anno scolastico 1998-99

 

La prima azione che la Direzione si propone di perseguire attiene alla prosecuzione delle attività già poste in essere nell’anno scolastico 1998-99.

 

Per il prossimo anno scolastico occorre tenere conto dell’aumento contrattuale per la retribuzione delle ore aggiuntive e dell’onere derivante dalle certificazioni che per il primo anno non hanno inciso sulla spesa complessiva.

 

 

Azione B: Ampliamento dell’offerta di corsi di seconda lingua comunitaria.

 

Nell’ambito della somma assegnata i Provveditori agli studi potranno autorizzare l’ampliamento del numero dei corsi per l’insegnamento della seconda lingua comunitaria non curricolare.

 

Azione C: Potenziamento dell’insegnamento della lingua curricolare e della seconda lingua sperimentale ex art. 278 D.L.vo n. 297/94.

 

Una parte delle risorse sarà impiegata per il potenziamento dell’insegnamento sia della seconda lingua sperimentale ex art. 278 del D.L.vo n. 297/94 sia della lingua curricolare . Tanto al fine di dare il segno tangibile della unitarietà del disegno dell’Amministrazione verso le lingue straniere e dell’inevitabile raccordo tra l’iniziativa in corso e le prassi didattiche correlate agli insegnamenti curricolari, a segnalare che le attività della L. 440/97 non rappresentano un segmento avulso dal contesto e dalle realtà delle classi ordinarie.

 

Azione D: Piano di formazione.

 

Della citata esigenza di raccordo la Direzione Generale intende farsi carico, disegnando un progetto di formazione che non si limita ai docenti impegnati nell’insegnamento della seconda lingua comunitaria, extra curricolare e facoltativa, ma coinvolge anche gli insegnanti del curricolo. Risulta di tutta evidenza, infatti, che le indicazioni del progetto Lingua 2000, attinenti alla rilettura dei programmi di insegnamento di lingua straniera nella scuola media, comportano modificazioni delle prassi didattiche in relazione alla rideterminazione degli obiettivi di apprendimento e alle abilità correlate.

Rimane la preoccupazione di coinvolgere i docenti a contratto d’opera in una sistematica azione di informazione che non può esaurirsi in un breve contatto.

Una iniziativa in tal senso avrebbe un duplice scopo: da un lato fornisce all’esperto esterno le informazioni necessarie per un inserimento che sia coerente con le indicazioni del progetto, dall’altro, evita che la scuola percepisca questa attività di insegnamento come un corpo estraneo.

 

Quanto al piano di formazione, la Direzione prenderà decisioni finali dopo avere esaminato i risultati del primo monitoraggio condotto sulle iniziative in corso di svolgimento nel corrente anno scolastico.

Rimangono, tuttavia, ferme talune indicazioni di carattere generale:

 

 

 

 

 

 

DIREZIONE GENERALE PER L’ISTRUZIONE CLASSICA SCIENTIFICA E MAGISTRALE

 

Progetto Lingua 2000

 

 

Premessa

 

Nell’ambito dello stanziamento che sarà riservato allo scrivente Ufficio, si ritiene di poter prospettare il piano di interventi, articolato su tre azioni:

  1. avvio dello studio della lingua straniera nei licei classici, in prosecuzione della lingua appresa nel ginnasio;
  2. inserimento dello studio di una seconda lingua straniera in un numero limitato di licei classici e scientifici, al fine di garantire anche le eccellenze;
  3. introduzione della certificazione (di norma nelle classi terminali) anche alle scuole che proseguono il curricolo regolare.

 

Azione A

Si calcola che nel prossimo anno scolastico si coinvolgeranno oltre 15.000 studenti di liceo classico sprovvisti di insegnamento di lingua straniera; colmare questa grave lacuna costituisce una priorità assoluta per la Direzione e la grande maggioranza delle risorse sarà impiegata a tale fine. Le scuole che vorranno partecipare all’iniziativa ministeriale dovranno naturalmente attenersi alle indicazioni offerte dal progetto Lingue 2000 per quanto riguarda le finalità, gli obiettivi, i mezzi, in una parola, l’impianto dell’ipotesi culturale. Quanto ai numeri del gruppo classe, tuttavia, non solo per ragioni organizzative ma anche, e soprattutto, per un’esigenza di contenimento e di ottimizzazione della spesa, sarebbe opportuna una maggiore flessibilità; analogamente a quanto previsto per la scuola media, per esempio, potrebbe prevedersi un numero ottimale di 15 studenti, elevabile a 20 in casi in cui le condizioni lo richiedano.

Nel complesso, a tale primaria finalità dovrebbe essere destinata una somma oscillante fra il 70 e l’80 per cento delle risorse assegnate.

 

Azione B

L’esigenza di prevedere l’introduzione della seconda lingua nei licei, sia pure coinvolgendo un numero ridotto di studenti (circa 3000), è tesa a non mortificare la progettualità di altri indirizzi e a evidenziare che le altre esigenze sono tenute nella giusta considerazione, sia pure in misura compatibile con la finalità primaria indicata. L’aumentare auspicabile delle risorse potrà fornire le risposte a giuste istanze che non trovano riscontro in questa prima tornata di finanziamenti.

 

Azione C

Il progetto di offrire la possibilità della certificazione internazionale anche agli studenti dei corsi di lingua curricolari normali (di norma delle classi terminali) permette, per esempio, di incentivare un certo numero di insegnati e studenti verso livelli di competenza non altrimenti verificabili. Con questa azione si tende a stabilire una nuova cultura che, ferma restando la validità e il valore della verifica formale interna al sistema scuola, prevede ulteriori utili forme di certificazioni esterne che costituiscono un credito riconosciuto anche fuori dal sistema scolastico e dai confini nazionali.

 

Risorse professionali

Quanto al piano di formazione/aggiornamento dei docenti, si ritiene che le direzioni generali della secondaria di secondo grado debbano convenire su un progetto comune da attuarsi sul territorio in relazione ai contenuti specifici del progetto Lingue 2000. E’ opinione di questa Direzione che tutti gli insegnanti interni che si dichiareranno disponibili alla realizzazione del progetto debbano poter disporre di occasioni di aggiornamento sul territorio cercando, se possibile, di incentivare la loro partecipazione. Per quanto riguarda i docenti a contratto d’opera, di contro, pare opportuno ricercare percorsi amministrativi percorribili al fine di coinvolgerli sicuramente in una sistematica iniziativa di informazione e, possibilmente, in attività di vera e propria formazione in servizio.

 

 

DIREZIONE GENERALE PER L’ISTRUZIONE TECNICA

Progetto Lingua 2000

 

 

 

Premessa

Le proposte che vengono avanzate dal progetto sono state formulate in base alle indicazioni relative alle risorse.

 

Finalità generali

Il progetto si prefigge di attivare atteggiamenti di motivazione estrinseca di portata non trascurabile. Pur tenendo conto del fatto che tale forma di motivazione è sempre presente in misura maggiore o minore nelle decisioni che sovrintendono l’apprendimento di una lingua straniera, l’introduzione dell’istituto della certificazione esterna, che colloca il progetto in una dimensione europea, ha senza dubbio la potenzialità di risvegliare interesse e attenzione alla spendibilità del titolo.

La possibilità di conseguire un certificato riconosciuto sul mercato del lavoro in ambito europeo indurrà anche le famiglie a porre maggiore attenzione nei confronti di questo apprendimento e ciò non può che tradursi in ulteriore supporto alla motivazione.

 

Obiettivi

L’intervento si pone come fine il raggiungimento di obiettivi comunicativi individuati nel "Quadro comune di riferimento" del Consiglio d’Europa che saranno certificati da enti riconosciuti per le varie lingue studiate.

La presenza di certificazione esterna determinerà senz’altro anche il raggiungimento di obiettivi "goal free" di ricaduta positiva sull’attività didattica dei docenti che non potranno non orientare il loro intervento allo sviluppo delle competenze comunicative da certificare secondo gli standard previsti. Dovranno inoltre dedicare particolare attenzione al problema della verifica dell’apprendimento rapportandola alla tipologia delle certificazioni finali.

 

Crediti

Il progetto può considerarsi in linea sia con la strutturazione del percorso didattico in forma modulare sia con il riconoscimento dei crediti nel nuovo esame di Stato sia col dibattito in corso sul rinnovamento dei curricoli, sulla qualificazione postsecondaria, sul tema dei rientri in formazione e sull’autonomia.

 

 

 

 

Settori d’intervento

La situazione dell’insegnamento delle lingue è molto diversa nei vari indirizzi di studio dell’istruzione tecnica. Ne consegue che la tipologia di interventi può essere ordinata a seconda delle priorità che richiede la situazione secondo lo schema seguente:

 

 

 

 

 

 

Modalità e organizzazione didattica

Si ritiene di mutuare il progetto in atto nella Scuola media per quanto attiene

Nel triennio, per gli studenti che proseguono lo studio, sarebbe ideale trovare docenti stranieri di discipline professionali per finalizzare l’apprendimento linguistico alle varie aree di specializzazione.

 

 

Organizzazione delle presenze

Nella scuola secondaria superiore gli studenti hanno interessi fuori dalla scuola, sono restii a tornare a scuola nel pomeriggio ed è facile che si iscrivano sull’entusiasmo del momento, ma vengano poi distratti da altre opportunità. Per contenere la defezione dai corsi attivati è perciò opportuno prevedere paletti come ad esempio la limitazione del numero di assenze al di là delle quali non è più possibile la frequenza e l’impossibilità di riscriversi al corso in anni successivi.

 

Rete territoriale

Per massimizzare l’efficacia dei servizi si propone di organizzare una rete territoriale coordinata da una scuola che sia particolarmente dotata di strutture (centro di autoapprendimento, antenna satellitare, macchine collegate a internet, medioteca, emeroteca ecc) che possa essere punto di riferimento per i docenti di tutte le direzioni coinvolte nel progetto e che gestisca le attività utilizzando anche le risorse presenti in altre scuole della rete.

 

Attività di formazione docenti

Sarà necessario prevedere la formazione di tutor (sempre comuni alle diverse direzioni) territoriali che coordinino le attività dei docenti, mentre per i docenti che aderiscono al progetto sarà necessario prevedere:

 

DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE PROFESSIONALE

 

Progetto Lingua 2000

 

 

Premessa

 

Relativamente al Progetto Lingua 2000, questa Direzione Generale attiva le seguenti azioni:

A) potenziamento della prima lingua comunitaria curricolare

B) introduzione di una seconda lingua comunitaria

C) certificazione.

Le azioni A e B sono da attuare nel triennio di qualifica in maniera alternativa (gli istituti destinatari della prima azione non possono accedere alla seconda); l’azione C, per l’anno scolastico 1999-2000, relativamente alle classi terminali, con l’offerta di 1000 certificazioni relative alla prima lingua comunitaria curricolare.

Quanto sopra in considerazione della specificità dell’istruzione professionale per quel che attiene:

 

 

AZIONE A - Potenziamento della prima lingua comunitaria curriculare

Con il termine potenziamento si intende un’azione di sostegno all’apprendimento della prima lingua comunitaria curricolare finalizzata al miglioramento del livello di competenza comunicativa degli allievi attraverso la scomposizione della classe in piccoli gruppi di apprendimento e l’aggiunta di ore. Gli alunni coinvolti saranno il 25% degli allievi iscritti al primo anno degli istituti professionali, numero equivalente a 1280 classi circa. Con la riduzione a gruppi di apprendimento di max 15 unità ciascuno, si prevedono circa 2133 gruppi per livelli di competenza. Per conseguire tale obiettivo è previsto un numero di ore pari a 200 da distribuirsi in maniera flessibile nell’arco del triennio e da svolgersi preferibilmente all’interno dell’area di approfondimento.

AZIONE B- Inserimento della seconda lingua comunitaria

Saranno impegnati nell’introduzione di una seconda lingua comunitaria 100 istituti professionali ad indirizzo:

- Abbigliamento e moda

- Agricoltura e ambiente

- Servizi sociali

- Grafica pubblicitaria

- Legno

in quanto coinvolti in attività professionali che prevedono rapporti con l’estero o che sono legate alle problematiche dei fenomeni migratori. L’attuazione del progetto prevede la costituzione di 240 gruppi di apprendimento di max 15 unità, per un totale di 3.600 alunni, quale ampliamento dell’offerta formativa nei corsi di qualifica per un numero di ore pari a 300 da suddividere in maniera flessibile nell’arco del triennio.

AZIONE C - Certificazione

Per l’anno scolastico 1999-2000 è prevista una prima fase di attuazione dell’azione C, che consiste nell’offerta di circa 1000 certificazioni rilasciate da enti certificatori accreditati ad allievi delle classi terminali che già studiano una prima lingua comunitaria, nel curricolo in istituti che hanno avuto accesso all’azione A o B.

La certificazione a conclusione delle azioni A e B del progetto sperimentale verrà introdotta in momenti successivi.

 

DIREZIONE GENERALE SCAMBI CULTURALI

 

Progetto Lingua 2000

 

 

FINALITA’: Rendere funzionali i programmi Europei ,le attività bi e multilaterali alla fattibilità

del programma.

 

CONTENUTI: Il progetto operativo della Direzione Generale costituisce un "valore aggiunto"

all’attività delle varie DD.GG. e si può articolare su tre piani:

    1. Programmi europei; b) informazione, documentazione e ricerca; c) attività varie.

a) Programmi europei:

promuovere e proporre in sede europea progetti legati al Programma Lingua 2000, in particolare attraverso:

- Socrates (V. Programma Lingua nelle sue 5 azioni) per un intervento di formazione generale nell’ambito dell’insegnamento / apprendimento delle lingue straniere.

 

b) Informazione documentazione e ricerca.

Individuare le attività del Nucleo operativo delle lingue straniere istituito presso la Direzione che possono essere un supporto di informazioni, documentazione e ricerca relativi agli aspetti più salienti del Programma Lingue 2000 presente nei vari Paesi dell’U.E.: monte ore - finalità dell’apprendimento; destinatari, didattica; tecnologie; valutazione /certificazione, formazione docenti ecc.).

Tale materiale sarà messo tempestivamente a disposizione delle varie Direzioni Generali per facilitare:

- la modellizzazione e la diffusione delle soluzioni rilevate;

- la conoscenza sui sistemi e le pratiche didattiche negli altri paesi,

- l’informazione circa esempi di "buone pratiche" dell’insegnamento

delle lingue nei Paesi della U.E., in funzione anche della costituzione di un eventuale archivio delle stesse presso la B.D.P.

 

c) Attività varie:

mettere a disposizione le varie iniziative della Direzione relative alle lingue straniere come:

- "Label": concorso annuale della Commissione Europea per i migliori

progetti di insegnamento/apprendimento delle lingue straniere in ogni

ordine di scuola ( il premio è al secondo anno);-

- opportunità per scambi di docenti e alunni, di formazione dei docenti, offerta di assistenti di lingua straniera, ulteriori iniziative offerte dagli Enti Culturali stranieri e dalle Ambasciate stesse come previsto dai protocolli culturali;

 

ISPETTORATO ISTRUZIONE ARTISTICA

 

Progetto Lingua 2000

 

Per l’Istruzione Artistica aderire al "Progetto Lingua 2000", significa consolidare, ampliare e diffondere le peculiarità artistico culturali di un Paese all’avanguardia nel campo del Design e delle espressioni plastico - visuali.

 

Infatti, attraverso offerte aggiuntive per i corsi di ordinamento e di potenziamento per quelli sperimentali si vuole raggiungere soprattutto una vasta parte dell’utenza che a causa della collocazione "geografica" vive realtà prettamente provinciali prive di stimoli relazionali adeguati alla dimensione culturale che le Istituzioni frequentate dovrebbero garantire.

 

Il progetto è rivolto, con azioni diversificate, ai corsi di ordinamento degli Istituti d’Arte e dei dei Licei Artistici, in cui non risultano attuate sperimentazioni, e ai corsi sperimentali attivati nelle Istituzioni scolastiche dell’Istruzione Artistica, site prevalentemente nelle regioni dove il fenomeno della dispersione scolastica risulta più evidente.

 

AZIONE "A"

Introduzione della Lingua straniera nei corsi di ordinamento degli Istituti d’Arte con un’offerta aggiuntiva di 240 ore, da sviluppare nel triennio che si conclude con la licenza di Maestro d’Arte, riservata a non più di due gruppi omogenei, composti da un massimo di 20 unità per ciascun gruppo, per ogni Istituto;

Introduzione della Lingua straniera nei corsi di ordinamento dei Licei Artistici con un’offerta aggiuntiva di 200 ore, da sviluppare nelle classi del primo biennio, riservata a non più di due gruppi omogenei, composti da un massimo di 20 unità per ciascun gruppo, per ogni Liceo Artistico;

AZIONE "B"

Potenziamento della lingua straniera nelle classi del biennio dei corsi sperimentali.

L’azione prevede un budget complessivo di 140 ore, è rivolta a due gruppi omogenei formati massimo da 20 unità, per ogni Istituzione e ha come fine, sia il miglioramento degli esiti del primo segmento dei percorsi quinquennali, sia la qualificazione delle frequenze anche in orari extrascolastici;

 

 

AZIONE "C"- CERTIFICAZIONI

L’azione, che ha valenza di stimolo per la crescita dell’impegno dei docenti e degli allievi, vuole premiare le eccellenze e gratificare quanti sapranno progettarne la spendibilità.

 

Alla luce delle nuove dimensioni culturali, che si stanno delineando man mano che va consolidandosi l’Unità europea, arricchire il confronto relazionale e dialettico rappresenta sicuramente un salto di qualità spendibile sia a livello culturale, sia per l’inserimento nel mondo del lavoro.

 

Pertanto, l’impegno rappresentato dal progetto potrà significare, in un prossimo futuro, un ottimo banco di prova per la riforma dei percorsi didattici della scuola secondaria di secondo grado, in generale, e per l’Istruzione artistica in particolare.

 

 

 

 

 

 

SERVIZIO PER LA SCUOLA MATERNA

 

Progetto Lingua 2000

 

I PRESUPPOSTI

 

Negli ultimi vent’anni le interpretazioni relative all’acquisizione delle competenze linguistiche da parte dei bambini piccoli sono andate via via arricchendosi, per giungere oggi ad una profonda riformulazione.

In primo luogo la prospettiva storico-culturale ed i risultati delle relative ricerche psicolinguistiche hanno messo in luce l’inscindibilità del conoscere e del comunicare, evidenziando che l’apprendimento del linguaggio, anche riferito alla lingua straniera, è il risultato di un processo di costruzione delle relazioni linguistiche attivate nell’interazione comunicativa. Inoltre la scoperta delle competenze del bambino "prescolare", anche in riferimento all’apprendimento di una lingua seconda, ha prodotto numerose sperimentazioni che testimoniano sia la possibilità di realizzare programmi di insegnamento "precoce" di una lingua straniera, sia l’efficacia degli stessi in ordine al potenziamento dello sviluppo sociale, linguistico e cognitivo dei bambini. Peraltro, le ricerche condotte nel quadro di concezioni multidimensionali e modulari delle forme di costruzione e organizzazione delle conoscenze individuano nel periodo compreso tra i 3-4 e i 7-8 anni di età la fase ottimale per "alimentare", tramite itinerari formativi adeguati, le potenzialità del bambino in ordine all’acquisizione di una lingua straniera. In altri termini, l’inizio differito di tale apprendimento può comportare una riduzione sensibile delle potenzialità di acquisizione della lingua, con particolare riguardo alla capacità di percezione-riproduzione di suoni, ritmi, intonazione.

In tale quadro, il progetto Lingua 2000 offre l’opportunità di avviare un percorso unitario e continuo di lingua straniera a partire dalla scuola materna. L’inserimento di una lingua straniera in questo grado scolastico, in effetti, può configurarsi come intervento tempestivo, piuttosto che come insegnamento precoce, visto il carattere strategico che assume tale apprendimento nella seconda infanzia.

Infine, dai presupposti delineati emerge l’esigenza di predisporre, sul versante metodologico e organizzativo, contesti capaci di collocare culturalmente i significati veicolati negli scambi linguistici, al fine di garantire la loro negoziabilità e, in ultima analisi, la possibilità stessa di comunicare e interagire in lingua straniera.

In tale quadro particolare valenza pedagogica assume il gioco nelle sue varie forme, da intendersi non come banale espediente didattico, ma come risorsa privilegiata di relazioni, sviluppo e apprendimento.

 

IL QUADRO DI RIFERIMENTO

 

L’apprendimento di una lingua straniera nella scuola materna si colloca nel quadro delle esperienze formative, tipiche di questo grado scolastico, relative alla fruizione, produzione e concettualizzazione dei sistemi di rappresentazione riferibili ai diversi tipi di codice.

Gli assi portanti di tale apprendimento non sono rintracciabili in percorsi di tipo disciplinare ma, nel rispetto dell’Ordinamento e del curricolo vigenti nella scuola dell’infanzia, vanno individuati e sviluppati nel quadro degli obiettivi formativi e delle competenze delineato dagli Orientamenti 91.

In tale prospettiva, l’offerta di una lingua straniera nella scuola materna trova opportuna collocazione nella sperimentazione di modelli didattico-organizzativi flessibili, diretti a realizzare una pluralità di proposte formative, in vista del successo formativo di ciascun allievo. Tale offerta può consistere, quindi, nell’attivazione di specifici itinerari formativi volti a riprodurre, riorganizzare, rielaborare, rappresentare le esperienze linguistiche entro contesti significativi, con particolare riferimento all’uso comunicativo di messaggi, via via più intenzionali, finalizzati, negoziati.

 

LE FINALITA’ E GLI OBIETTIVI

 

Il progetto punta alla costruzione condivisa, tra scuola materna ed elementare, di un percorso formativo di lingua straniera unitario e continuo, nel cui ambito individuare obiettivi formativi e competenze comunicative di ricezione, interazione e produzione orale, tenendo conto dell’età di riferimento, della progressione del percorso e dei contesti d’uso specifici delle due scuole.

Per quanto riguarda gli obiettivi formativi perseguiti nella scuola materna, il progetto può essere articolato in

percorsi di scoperta/familiarizzazione/uso, entro contesti significativi, di espressioni di tipo quotidiano tese al soddisfacimento di bisogni di tipo concreto.

Tali percorsi sono finalizzati a favorire negli allievi

lo sviluppo di capacità di base (area comunicativa/interpersonale, testuale, ideativa) propedeutiche alla padronanza di competenze pragmatico-comunicative in L2, da sostenere - potenziare nel 1° ciclo della scuola elementare.

E’ ipotizzabile il raggiungimento di una competenza comunicativa corrispondente ad abilità propedeutiche al livello introduttivo (A1)

Relativamente alle abilità da promuovere si indicano di seguito, a titolo orientativo, alcuni ambiti per l’individuazione dei traguardi di sviluppo, delle competenze e dei contenuti:

 

 

I RIFERIMENTI NORMATIVI DEL PROGETTO

 

L’introduzione graduale dell’insegnamento/apprendimento delle lingue comunitarie nella scuola materna, nel rispetto della specificità degli Ordinamenti, trova opportunità di attuazione e sviluppo nel quadro di flessibilità introdotto dal D.M. 251/98 e, in particolare, nell’ambito di progetti diretti al miglioramento dell’offerta formativa, con specifico riguardo alla promozione dei processi di innovazione e di iniziative di continuità.

La realizzazione di itinerari di lingua è riferibile, inoltre, ai processi di ricerca metodologica in atto.

 

 

LE CONDIZIONI ORGANIZZATIVE

 

- Dato il carattere sperimentale dell’iniziativa si attiveranno, per l’a.s. 1999/2000, circa 150 progetti.

Nell’ambito di ogni progetto saranno costituiti in media quattro gruppi di apprendimento di max 15 bambini ciascuno.

- Per assicurare la continuità del progetto e favorire la costruzione di curricoli verticali, potranno accedere all’iniziativa scuole materne funzionanti in circoli didattici, nei quali si prevede l’insegnamento della stessa lingua, fin dal primo ciclo della scuola elementare.

 

- La collocazione dell’anno di avvio del progetto nel triennio della scuola materna costituirà oggetto di particolare approfondimento da parte delle singole istituzioni scolastiche in fase di progettazione. E’ opportuno considerare, al riguardo, che l’apprendimento di una lingua straniera va differito al momento in cui si sono stabiliti sicuri rapporti di equilibrio affettivo e comunicativo.

In tal senso, più che di età ottimale, si può parlare di periodo ottimale, che può essere individuato nel momento in cui il bambino ha raggiunto stabilità di rapporti e chiarezza di comunicazione con l’adulto e con i pari.

Pertanto, è ipotizzabile che l’inizio dell’apprendimento della lingua straniera possa collocarsi, generalmente, a partire dal secondo anno di frequenza della scuola materna.

Nella scelta sarà comunque valutata l’ampia variabilità individuale, connessa a ritmi di sviluppo e alle diversificate competenze sociali e cognitive.

I destinatari del progetto sono :

intere sezioni di scuola materna, organizzate secondo gruppi mobili e aggregazioni flessibili, tali da non superare le 15 unità per gruppo;

gruppi di allievi, costituiti con criteri di omogeneità nell’ambito di più sezioni, fino ad un massimo di 15 unità.

 

- Si ipotizza un monte ore complessivo di 100 ore da ripartirsi nell’arco di un biennio.

Il monte ore va articolato in moduli brevi e flessibili, con un’organizzazione della didattica che consenta la composizione di piccoli gruppi di apprendimento, in modo da sostenere la motivazione, favorire la partecipazione attiva di ciascun bambino e promuovere una costante interazione. Ciò comporta l’elaborazione di modelli didattico-organizzativi flessibili, a sezioni aperte, nonché una cura particolare nell’ambientazione delle situazioni comunicative e del complessivo contesto educativo.